Pavillon ARTaud | Arte e didattica della multimedialità

Copertina del libro "Il condottiero"

“Il Condottiero” di Georges Perec

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In occasione del trentesimo anniversario della morte di Georges Perec (1936-1982), esce il suo primo romanzo compiuto, intitolato Il Condottiero, scritto tra la fine degli anni ’50 e i primi anni ’60, che si credeva perduto.

Pubblicato per la prima volta dalla casa editrice francese Seuil all’inizio di quest’anno, il libro arriva in Italia, edito da Voland, nella traduzione di Ernesto Ferrero e corredato da due saggi importanti, uno di Claude Burgelin, già presente nell’edizione francese e uno dello stesso Ferrero, scritto appositamente per questa uscita. 

Il Condottiero è un’affascinante riflessione sull’arte: ci racconta di come solo confrontandosi con il falso si possa arrivare alla conquista di una verità. La trama: Gaspard Winckler, principe dei falsari, si dedica per mesi alla realizzazione di un falso dipinto che competa in tutto e per tutto con “Il ritratto di un uomo (il condottiero)” del Louvre, opera di Antonello da Messina del 1475. A un passo dal compimento, Winckler non riesce a portare a termine la sfida e uccide il committente Anatole Madera. Perché?

«Come il Pierre Menard di Borges, Perec descrive, in un romanzo che ha le movenze del poliziesco, l’esatto stato d’animo di chi concepisce un falso come un nuovo originale.»

Recensione sul blog Les Bouquinistes
Articolo su Doppiozero

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