Pavillon ARTaud | Arte e didattica della multimedialità

Gli spot d’autore

Lascia un commento

In copertina:
Martin Scorsese sul set dello spot
per Dolce & Gabbana "Street of Dreams"

È da molto tempo che le agenzie di pubblicità si rivolgono a rinomati registi e maestri del cinema per realizzare spot pubblicitari.
Già dall’epoca di Carosello, contenitore di comunicati commerciali andato in onda sulla Rai dal 1957 al 1977 (qui una presentazione con video dal sito di Rai Storia, qui la voce Wikipedia), diversi importanti registi si sono cimentati nella produzione dei brevi filmati che caratterizzavano il programma (gli spot di Carosello dovevano durare 2’15”, di cui 1’45” di spettacolo – il cosiddetto “pezzo” – rigidamente separato dai successivi 30″ – il “codino” – dedicati alla comunicazione pubblicitaria). Si possono ricordare: Ermanno Olmi per Cinzano (1969) e i fratelli Taviani per Algida (1969). 

Ma dopo questi episodi iniziali, molti altri cineasti hanno firmato spot pubblicitari.

Uno dei casi più eclatanti è lo spot di Apple del 1984 per il lancio del Macintosh. Diretto da Ridley Scott, è ispirato al romanzo “1984” di George Orwell (il Grande Fratello = IBM), fu trasmesso per la prima e unica volta in televisione il 22 gennaio 1984 durante il Super Bowl.

Di seguito una selezione in ordine cronologico.

Sergio Leone, “Il diesel si scatena” – Renault (1981), con musiche di Ennio Morricone (versione francese).

Federico Fellini, “Che bel paesaggio” – Campari (1985); qui una scheda di analisi e altri video realizzati dal regista riminese.

Woody Allen, “Aliens”,  “Art gallery”, “Farmhouse apple”, “Cocktail party” e “Workers” – Coop (2002/2003); serie completa (5 spot).

Spike Lee, “Comunicare è vivere” – Telecom Italia (2004), ne esiste anche una versione a colori del 2008.

Si potrebbe continuare a lungo, ma un passaggio obbligato è costituito dall’attività pubblicitaria di David Lynch. Il regista statunitense ha firmato numerosi spot per varie aziende (su LynchNet.com c’è un elenco con link ai video), tra cui occorre ricordare la serie del 1988 per il profumo “Obsession” di Calvin Klein: 4 spot dedicati ad altrettanti scrittori – F. Scott Fitzgerald, Ernest Hemingway, D.H. Lawrence e Gustave Flaubert – (qui un articolo di presentazione e analisi), gli spot per Playstation 2 e per Nissan Micra e il recentissimo spot per Christian Louboutin, lo stilista delle scarpe dalla suola rossa.
Si tratta di un video di animazione dal tono surrealistico e dalle atmosfere retrò in cui una scarpa dai tacchi altissimi diventa una boccetta di smalto per le unghie.

Per un  approfondimento sull’argomento segnalo, sul sito Best Movie, un’estesa raccolta ragionata di spot d’autore. Diversi video però non sono più visibili, a causa della cancellazione del contenuto, per ragioni di copyright, probabilmente. Analoghi articoli si trovano anche sul sito Rai Media, sul sito Superga Cinema e sul blog Combinazione casuale.
Un’altra serie di segnalazioni è presente su DVDessential Forum (anche qui non tutti i video sono ancora attivi).

Advermovie

Ma se consideriamo il recente spot di Martin Scorsese per Dolce & Gabbana One, dal titolo “Street of Dreams” (2013) – ampiamente presentato sul sito degli stilisti – con le sue versioni di diversa durata e con quella completa di ben 2’30”, entriamo nell’ambito della cosiddetta advermovie (unione dei termini advertising – pubblicità – e movie – film).

L’advermovie è una pratica che negli ultimi anni si sta diffondendo e a cui, sempre di più, le aziende più o meno note si affidano per la promozione dei propri prodotti. Sono video di carattere pubblicitario che però assumono l’aspetto di veri e propri cortometraggi. La loro durata può essere varia: dai 90 secondi fino a 8 minuti e oltre, ma quello che li fa distinguere è il respiro narrativo, l’originalità realizzativa e la raffinatezza stilistica.
Qualche esempio.

Francis Ford Coppola, “Lo sceicco bianco” – Illy Caffè (1999); qui c’è una scheda di presentazione: si tratta del remake di una sequenza de “Lo Sceicco bianco”, film di Federico Fellini del 1952 interpretato da Alberto Sordi.

Wim Wenders, con sceneggiatura di Alessandro Baricco, per i 125 anni della Barilla (2002).

Jean-Pierre Jeunet (regista di “Il favoloso mondo di Amélie”), “Train de nuit” – Chanel N°5 (2009).

Gabriele Muccino, “Heartango” – Intimissimi (2008). Con Monica Bellucci, che interpreta 7 personaggi sulle note di un tango, il video dura ben 6 minuti e mezzo.

Samuel Benchetrit per la nuova collezione maschile primavera/estate 2010 firmata da Stefano Pilati per Yves Saint Laurent.
Il giovane regista emergente francese (ma anche scrittore, sceneggiatore e attore), racconta la storia – in ben 8 minuti e bianco e nero – di una scoperta: il giovane Jules, undici anni e figlio del regista, trova sul marciapiede davanti all’Hotel Bristol di Parigi la chiave di una stanza che gli dischiude i segreti della moda. Si immerge in un mondo di adulti, fatto di guardaroba firmati – naturalmente da Yves Saint Laurent – lettere d’amore e d’abbandono, libri che lasciano intravedere un’anima, telefonate sussurrate.

Ci sono poi le serie di spot d’autore. Iniziative di case produttrici e agenzie pubblicitarie che vedono la realizzazione di un certo numero di video affidati a registi diversi. Sono operazioni che si connotano come variazioni su un tema, sviluppando contenuti complementari relativi a prodotti o marchi. In questi casi è il concept a essere particolarmente significativo, soprattutto se riferito alla pubblicità.
Vediamone qualche esempio.

Registi vari: John Frakenheimer, Ang Lee, Wong Kar-wai, Guy Ritchie, Alejandro González Iñárritu, John Woo, Joe Carnahan, Tony Scott, “The Hire” – BMW (2001-2002). Qui un’ampia presentazione, qui gli spot.

Ermanno Olmi, Gabriele Salvatores, Paolo Sorrentino, “perFiducia” – Intesa San Paolo (2009). Qui presentazione e spot.

Progetto A Cinematic Campaign per la borsa Lady Dior – Christian Dior (2008-2010), 4 spot ambientati in 4 città diverse e affidati a 4 registi:
Olivier Dahan, “Lady Noire Affair – Parigi”
– Jonas Akerlund, “Lady Rouge Affair – New York”
– David Lynch, “Lady Blue Affair – Shanghai”
– John Cameron Mitchell, “Lady Gray Affair  – Londra”
Ogni spot era accompagnato da un servizio fotografico. I 4 fotografi coinvolti sono, Peter LindberghAnnie LeibovitzSteven Klein Mert Alas & Marcus Piggott.

Questo articolo si chiude qui, ma potrà essere revisionato e aggiornato in futuro, in caso di reperimento di ulteriori e nuovi contributi.

Sitografia

Oltre ai link presenti nel testo, segnaliamo questi due articoli:

Advermovie. Pubblicità d’autore – di Federica Palmisano sul sito Comunitàzione.it
Advermovies – quando la pubblicità è d’autore – di Felicia Villani su Ninja Marketing
Advermovie: Lo spot d’autore che diventa virale – di Mattia Follati su Viralab.it

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...