Pavillon ARTaud | Arte e didattica della multimedialità

Locandina mostra


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Mostra “Man Ray a Villa Manin”

Dal 13 settembre 2014 all’11 gennaio 2015 Villa Manin a Passariano di Codroipo (Udine) ospita una mostra dedicata a Man Ray (1890-1976), con oltre 300 opere fra fotografie, oggetti, dipinti, disegni e film sperimentali di uno degli artisti più significativi del Novecento, autore di vere e proprie icone del secolo scorso come Le Violon d’Ingres Noire et blanche.
La mostra attraversa tutta la vita dell’artista, dagli anni d’esordio alle prime opere dadaiste; dall’arrivo a Parigi nel 1921, alla fuga dalla Francia occupata dopo un ventennio di attività intensissima; dagli anni di Hollywood, dove Man Ray si stabilisce al ritorno in America, agli ultimi due decenni di vita trascorsi a Parigi.
Durante il periodo di apertura della mostra è in programma la proiezione dei suoi film La retour a la raisonL’etoile de mer ed Emak Bakia, con musiche originali composte da Teho Teardo. (Fonte: Il Post)

Presentazione sul sito di Villa Manin, con scheda biografica e galleria opere
Galleria immagini sul portale Rai Cultura

Rembrandt, Lezione di anatomia del dottor Tulp


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Opere d’arte animate. I quadri prendono vita

In copertina:
Rembrandt, Lezione di anatomia del dottor Tulp.
Uno dei quadri inseriti nel video animato "Beauty"
di Rino Stefano Tagliaferro

C’è una pratica che mette in relazione la storia dell’arte con la motion graphic. Consiste nella realizzazione di prodotti video che hanno come tema la rivisitazione animata di quadri famosi di varie epoche, in chiave interpretativa, poetica, ironica, dissacrante, ecc.
Le opere vengono riproposte con oggetti o personaggi della scena rappresentata in movimento, con elementi aggiunti che compiono azioni o interagiscono con le parti dei dipinti oppure con variazioni di punti di vista che esplorano lo spazio virtuale dell’opera, mettendo in evidenza particolari, espressioni o atteggiamenti presenti.
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Copertina del libro "Il condottiero"


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“Il Condottiero” di Georges Perec

In occasione del trentesimo anniversario della morte di Georges Perec (1936-1982), esce il suo primo romanzo compiuto, intitolato Il Condottiero, scritto tra la fine degli anni ’50 e i primi anni ’60, che si credeva perduto.

Pubblicato per la prima volta dalla casa editrice francese Seuil all’inizio di quest’anno, il libro arriva in Italia, edito da Voland, nella traduzione di Ernesto Ferrero e corredato da due saggi importanti, uno di Claude Burgelin, già presente nell’edizione francese e uno dello stesso Ferrero, scritto appositamente per questa uscita.  Continua a leggere